L’Alfa «Soffio di Satana» appartenuta a d’Annunzio, torna al Vittoriale

Torna al Vittoriale degli Italiani, l’ Alfa Romeo 6C 2300 Turismo Touring Soffio di Satana di Gabriele d’Annunzio: dopo anni di oblio e la messa all’asta della vettura due anni fa a Firenze, un’azione della magistratura ne ha disposto il sequestro all’attuale misterioso proprietario e il rientro a Gardone Riviera come bene inalienabile del Vittoriale. La vettura costruita in soli due esemplari , carrozzata da Touring e soprannominata Soffio di Satana per la sua linea leggerissima- era stata conservata per pi di cinquant’anni dal suo ultimo proprietario, mai restaurata e in condizioni originali. Storici e collezionisti la ritenevano scomparsa perch mai esibita in occasioni pubbliche finch nel settembre del 2017 non aveva debuttato a sorpresa come regina della prima asta automotive della Casa d’aste Pandolfini di Firenze, stimata tra i 500.000 e i 700.000 euro e aggiudicata da un collezionista al telefono per circa 450mila euro.

I documenti

Comandante Gabriele d’Annunzio, Principe di Montenevoso il proprietario trascritto nei documenti di circolazione originali che accompagnavano la vettura. Le cronache del tempo fanno risalire la passione del Vate per le Alfa Romeo al 28 aprile del 1932, data dell’incontro fra Tazio Nuvolari e Gabriele d’Annunzio a Gardone Riviera con una loro conversazione sul predellino di un’Alfa Berlina 6C 1750. A questa sarebbero seguite in poco pi di due anni una 6C 1750 GT quinta serie e una 6 cilindri 2300 T carrozzeria berlina Touring 4 posti, targa BS 10764, soprannominata appunto Soffio di Satana. La vettura venne usata da d’Annunzio negli ultimi tre anni della sua vita al Vittoriale per ricevere gli ospiti alla stazione di Desenzano e per viaggi personali verso Verona per incontrare Arnoldo Mondadori. Ed su questa auto che d’Annunzio faceva arrivare da Milano la sua ultima amante, la giovane contessina Evelina Scapinelli Morasso. Dopo la morte del Poeta la propriet dell’Alfa Romeo venne trasferita alla Fondazione del Vittoriale degli Italiani e venduta il 5 agosto 46, dall’allora Commissario Straordinario della Fondazione, alla Societ Autotrasporti Industriali di Busto Arsizio per appianare parte dei debiti del periodo di guerra, perdendo la sua originale targa, BS 10764, per quella che porta ancora oggi, VA 18580. In seguito, nell’aprile del ‘63 la 6C 2300 venne acquistata da due fratelli di Castellanza e inizi una vita privata lontana dai radar di commercianti e collezionisti finch non stata messa all’asta. Dopo oltre settant’anni dunque l’Alfa Romeo 6C 2300 T torna a casa, esposta nel museo L’automobile Femmina del Vittoriale. Siamo felicissimi per questa ‘riconquista’ del Vittoriale, tassello importante del nostro patrimonio storico- dice Giordano Bruno Guerri, Presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani- che pu ora essere condiviso con il pubblico pi vasto nella mostra “L’automobile femmina” accessibile a tutti.

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